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METODOLOGIA

Metodologia del gioco semantico

Un buon gioco semantico richiede un vocabolario pulito, una rappresentazione coerente delle parole, una classifica riproducibile e controllo qualità prima della pubblicazione.

Aggiornato:

1. Vocabolario e normalizzazione

Le parole bersaglio provengono da un insieme curato di lessemi, mentre il dizionario dei tentativi può essere molto più ampio. La forma inserita dal giocatore viene validata e normalizzata prima del ranking.

Questo evita di trasformare automaticamente ogni forma grammaticale osservata in un concetto distinto del gioco.

2. Vicinato semantico

Il modello rappresenta le parole in uno spazio in cui contesti e significati simili possono risultare vicini. Per ogni potenziale risposta controlliamo i vicini più prossimi e cerchiamo percorsi comprensibili verso il bersaglio.

3. Classifica immutabile del puzzle

Prima della pubblicazione la classifica può essere precalcolata e salvata come artefatto versionato. Il puzzle registra il fingerprint dell'artefatto insieme alle versioni del vocabolario e del modello.

In questo modo un modello futuro può migliorare senza cambiare retroattivamente il comportamento di una partita già pubblicata.

4. Controllo della giocabilità

La frequenza della parola non basta a definire la difficoltà. Contano familiarità, astrattezza, polisemia, qualità dei vicini e presenza di più percorsi semantici ragionevoli.

Dopo il lancio aggiungiamo i dati reali dei giocatori, come tasso di soluzione, mediana dei tentativi, tempo, abbandono e traiettorie di avvicinamento.

5. Protezione della soluzione attiva

La soluzione del puzzle attivo resta sul server. Non appare in HTML pubblico, metadati, JSON-LD, sitemap, log di terze parti o bundle JavaScript. Solo dopo la scadenza può comparire nel riepilogo pubblico dell'archivio.